Castelnuovo del Garda è un abitato sviluppatosi all’intersezione di due importanti vie di comunicazione: la strada che percorre la pianura padana (da est ad ovest) e quella che collega le Alpi con la pianura stessa (da nord a sud). Il toponimo deriva dal latino Castrum Novum, che sta ad indicare la riedificazione, in epoca medievale, di un precedente castello. Il territorio si estende soprattutto tra le colline moreniche del Garda,  affacciandosi sul lago con tre lidi attrezzati per la balneazione e il soggiorno lacustre: Campanello, Gasparina e Ronchi. Quest’ultimo lido castelnovese ospita Gardaland, il più grande parco tematico d’Italia, affiancato dal Gardaland Hotel e dal Sealife Aquarium. La vocazione turistica di Castelnuovo è completata dalle numerose testimonianze storiche, che spaziano dai reperti romani, alle pievi, alla torre del castello risalente all’epoca medievale, alle ville del periodo della repubblica di Venezia, alle chiese neoclassiche, ai forti della dominazione austriaca e alle numerose testimonianze di monumenti e lapidi intitolati agli eventi del risorgimento italiano: duemila anni di storia concentrati in un unico e affascinante territorio, tra lago e colline.

Torre Viscontea

E’ il simbolo della cittadina di Castelnuovo del Garda: testimone dell’antico castello, edificato nel 1387 da Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano, a seguito della sconfitta sofferta dai Della Scala, signori di Verona. Era il mastio del castello e si trovava al centro di una doppia cerchia di mura, come testimonia la Carta dell’Almagià, raffigurante il territorio veronese nel 1400. Il complesso visconteo fu innalzato su di un preesistente fortilizio, probabilmente risalente al XII secolo. La cella campanaria è una soprelevazione della fine del 1700 e gli inizi del 1800 ed ospita uno dei concerti di campane alla veronese più completo (quattordici campane).

Chiesa di Santa Maria Nascente

La parrocchiale del capoluogo è un edificio neoclassico a pianta ottagonale e croce greca, edificato a partire dal 1808 su progetto dell’architetto veronese Luigi Trezza (1804, allievo dell’architetto veronese Adriano Cristofoli). In essa sono custoditi, tra l’altro, una pregevole pala d’altare del pittore rinascimentale veronese Felice Brusasorzi (altare del Rosario, Madonna in Gloria con Sant’Antonio, Santa Caterina e Santa Lucia) e l’organo di William George Trice del 1884. Fu profanata e depredata dagli austriaci durante l’eccidio del 11 aprile 1848. Addossata alla parrocchiale, la primitiva chiesa con campanile romanico, risalente al 1200.

Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo (Cavalcaselle)

La parrocchiale di Cavalcaselle è forse l’opera più interessante tra le chiese realizzate dall’architetto veronese Adriano Cristofoli, eseguita dal 1755 in poi, a pianta ovale, su esempio delle chiese a pianta rotonda e ovale realizzate nel 1600 a Venezia (basti pensare, una su tutte, alla Basilica della Salute di Baldassarre Longhena, iniziata nel 1631). Al suo interno conserva una pala d’altare di Antonio Cavaggioni, raffigurante la Madonna degli Angeli e i Santi Filippo e Giacomo (1760).

Chiesa di Santa Maria Assunta (Oliosi)

La chiesa di Santa Maria in Oliosi fu edificata nel corso del XVIII secolo come oratorio della famiglia Camuzzini, a pianta circolare e sullo stile della Chiesa di Madonna di Campagna in San Michele Extra. Tra il 1838 e il 1843 fu riedificata nelle forme attuali. Nel 1926 fu svincolata dalla parrocchia di Santa Maria in Castelnuovo ed eretta a parrocchia. Esternamente si presenta con facciata a capanna rivolta ad occidente, con torre campanaria addossata al fianco meridionale del presbiterio.

Casa Benati

Il 24 giugno 1866, data nota per la battaglia di Custoza, la Brigata “Forlì” (43° e 44° reggimento di fanteria) che si dirigeva verso Castelnuovo fu attaccata dalla cavalleria leggera austriaca. Un gruppo di militari occupò casa Benati, a Oliosi, resistendo sino a quando gli austriaci non appiccarono il fuoco.
Prima di arrendersi, Ufficiali e soldati della “Forlì” divisero il drappo in strisce verticali, che ognuno nascose sotto la divisa, custodendole nella prigionia. Dei probabili 13 pezzi ne furono in seguito recuperati 11 e la Bandiera, ricomposta, fu riconsegnata al 44° reggimento. La bandiera di Oliosi è conservata presso il Museo della Fanteria in Roma: in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia, il 2 giugno 2011, la bandiera di Oliosi è sfilata, su di un affusto di cannone e trainata da cavalli, ai Fori imperiali, aprendo la “Rivista militare”, o “Parata”, durante l’annuale Festa della Repubblica.

Monumento ai martiri di Castelnuovo

Eretto nel 2008, in occasione del 160° anniversario della strage del 11 aprile 1848, su progetto dell’architetto Paolo Zoppi e realizzato dalla scultrice Veronica Fonzo. In primo piano, due lastre di marmo bianco di Carrara raffiguranti le vittime innocenti di Castelnuovo, avvolte da un ventaglio di acciaio Cor-Ten, culminante con l’aquila, metafora del nemico e al tempo stesso stemma asburgico,  le cui penne si trasformano in baionette e fucili. Esso commemora l’eccidio della popolazione di Castelnuovo, a seguito della dura repressione operata dall’esercito austriaco contro un gruppo di soldati piemontesi, asseragliatosi nell’abitato durante la Prima Guerra di Indipendenza italiana.

Piazza del rogo

A seguito della strage del 11 aprile 1848, il dottor Palazzieri fece raccogliere i corpi dei morti disseminati per il paese e, costruita una grande catasta di legna, qui accese il rogo, per evitare la diffusione di epidemie.

Villa Cossali Ridolfi Sella

Situata lungo la strada Brescia-Verona, ad ovest del centro storico, caratterizza il paesaggio con la sua bella torre colombara, quasi volesse fare da eco alla vicina torre viscontea, testimone di quello che era l’antico castello. La famiglia Cossali iniziò a costruire ed ampliare l’edificio sulle terre acquistate nel XV secolo ed appartenute alla fattoria scaligera. La torre colombara è il nucleo più antico del complesso, alla quale è stato affiancato il corpo principale, con portico e loggiato, e gli annessi rustici. I Cossali, ascritti alla nobiltà veronese nel 1671 col titolo di Conti di Villa Aperta di Castelnuovo, svolsero la funzione di vicari: la loro villa divenne luogo di rappresentanza, usato dalla repubblica di Venezia per ospitare le teste coronate europee. Per questo motivo è usanza identificare la villa con il più appropriato termine di palazzo. Tra gli ospiti più illustri si ricorda, nel 1765, Pietro Leopoldo d’Austria con l’infanta di Spagna, nel 1768 Carolina Maria Luigia Arciduchessa d’Austria, figlia dell’imperatore d’Austria Ferdinando I e di Maria Teresa, in viaggio per convolare a nozze con Ferdinando IV re di Napoli, futuro Ferdinando I di Borbone, nel 1769 Isabella infanta di Parma, nel suo viaggio per andare in sposa all’arciduca Giuseppe d’Austria.

Villa Bagolini, detta Valcerea

Situata lungo la strada che da Castelnuovo porta a Mantova, è caratterizzata da un’imponente torre colombara, ricca di cornici in cotto cinquecentesche. Il toponimo Valcerea probabilmente si riferisce all’antica presenza di querce (il cerro è una varietà arborea delle querce), sostituite da filari di viti. La villa è un complesso di edifici risalenti ad epoche diverse: la parte più antica è quella orientale, lungo la vecchia strada che costeggia, in posizione soprelevata,il corso del fiume Tione. Il corpo centrale è in stile neoclassico. L’attuale complesso è frutto di una radicale ristrutturazione avvenuta nella prima metà dell’Ottocento. Nel parco della villa è conservato un caratteristico forno per il pane.

Villa Borgognoni, Tommasi

Il complesso sorge nel centro di Sandrà, nelle adiacenze della pieve di Sant’Andrea e di altri edifici significativi (corte Malaspina, case Segattini e Giacopuzzi). E’ stata edificata nel 1737 sui terreni di proprietà della famiglia Borgognoni, dalla quale discendono gli attuali proprietari. Sul cortile, dove è posizionata una vera da pozzo di fattura gotica, si affacciano le scuderie, le  abitazioni del personale di servizio, alcune strutture legate all’attività agricola e la facciata principale del complesso. Sul lato meridionale si accede al giardino di gusto romantico.